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GRAZIADEI STUDIO LEGALE E LA FOTOGRAFIA / PREMIO GRAZIADEI
Il Premio Graziadei per la Fotografia nasce nel 2012 dall’iniziativa di Graziadei Studio Legale con il duplice obiettivo di promuovere il lavoro di giovani autori e di sostenerlo nel tempo, attraverso non solo la produzione ma anche l'esposizione.

Il Bando è indirizzato ad autori italiani under 35 che partecipano con un progetto già realizzato. Al vincitore è offerta la possibilità di realizzare, nel corso dell’anno successivo, un nuovo lavoro. Agli autori è data la possibilità di esporre sia il lavoro vincitore del Premio che quello realizzato nel corso dell'anno successivo.

Stante l'esigenza di non limitare il proprio apporto all'aspetto produttivo ma di completare una azione di promozione degli autori inserendoli in un circuito espositivo istituzionale, il Premio nei primi anni è stato partner di Fotografia - Festival Internazionale di Roma, che nelle ultime edizioni ha trovato la sua sede nel Museo MACRO di Roma.

Dal 2019 il Premio entra nella programmazione delle attività di Fotografia del MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, grazie ad una collaborazione che prevede un’esposizione annuale e l’acquisizione nelle Collezioni di Fotografia dei progetti vincitori delle passate edizioni e di quelle future.

Vincitori delle passate edizioni sono
Andrea Botto, il cui progetto KA-BOOM indaga l’impatto visivo delle esplosioni controllate; Francesco Neri, che ritrae giovani studenti colti in una stato di sospensione, in bilico tra incertezza e visione del futuro; Luca Nostri che con il progetto Anselmo (dal nome del nonno) prosegue la ricerca avviata dagli autori che hanno indagato la provincia italiana e si concentra sull’esplorazione dei luoghi del quotidiano attraversati da accumuli di oggetti, di segni e di memorie; Luca Spano, il cui sguardo si posa sul paesaggio sottomarino della Sardegna; Pietro Paolini che con il sostegno del Premio realizza un progetto sullo sterminio del partito di sinistra colombiano Union Patriotica; The Cool Couple, con un progetto ispirato dalla vicenda dell’occupazione cosacca della Carnia durante il nazismo; Alessandro Calabrese, vincitore della penultima edizione e che con nuovo progetto Diciotto vie di Roma che non compaiono in Google Street View, prosegue la sua indagine sul rapporto tra la produzione di immagini al tempo di internet e la dimensione più tradizionale della fotografia; Alba Zari, vincitrice dell'ultima edizione, con The Y, svolge un’indagine alla ricerca del proprio padre biologico, attraverso diversi materiali che vanno dalle fotografie di famiglia, ai risultati test del DNA, ai software ricostruzione facciale 3D, agli archivi personali fino alla ricerca online.
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